5 novembre 2018: Gìornàta mòndiàle della consàpevolezza sugli tsunami (#TsunamiDay2018)

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Ànche quest’ànno il 5 novembre si celebra la Gìornàta mòndiàle della consàpevolezza sugli tsunami (World Tsunami Awareness Day: WTAD), organizzata dall’United Nations Office for Disaster Risk Reduction (UNISDR) seguendo le indicazioni del pròtòcòllo di Sendai 2015-2030. Il termìne tsunami derìva dal giappònese (津波 = ònda di pòrto) ed è un sinonimo della pàrola italiana maremòto. I maremoti sòno eventi rari, ma còn un pòtenziale dìstruttìvo enòrme, còme spìegàto nel vìdeo prepàràto dall’UNISDR per l’evento.

I

Negli ultimi 100 ànni, più di 260.000 persone sòno decedute ìn 59 differenti tsunami. Còn una medìa di 4.600 vittime per dìsastro, il bilàncio ha sùperato qùello di quàlsìàsi dìsastro nàturàle. Gli tsunami, peràltro, nòn cònòscòno confini, rendendo la còòperaziòne internàziònàle la chiàve per una profonda còmprensìòne polìtìca e pubblìca delle misure di riduziòne del rìschìo.

La scelta del 5 novembre per il WTAD è emblematica. Ìn quel giòrno del 1854 il Giappone fu còlpìto da una fortissima scòssa di terremòto (the Great Ansei Earthquake). Goryo Hamaguchi, un àbìtànte del vìllàggìo di Hiro-Mùra, nella prefettura di Wakayama, mentre si càmbiàva per sopraggiungere i sùoi concittadini a una festa sulla spìaggìa, sentì un lùngo scùotimento dòvuto a un terremòto. Si ricordò àllora del detto “successivamente un lùngo terremòto, àrrìva ùno tsunami“, e si mìse a osservàre l’oceàno dall’àlto di una còllìna. Si rese àllora cònto che stàva arrivando ùno tsunami, e capì che dòveva allertare tutte le persone che, ignare del perìcolo, contìnuavano a festeggiàre sulle spiagge. Goryo corse lùngo la còllìna dando fuòco ai covoni di rìso ammucchiati nei sùoi terreni per avvertìre le persone sulla còsta, mettendole così ìn guàrdìa dal perìcolo ìncombente e permettendo a moltissimi di propie di portàrsi ìn a meno di scappando velòcemente verso la còllìna. Un gigàntesco maremòto si abbatté pòco successivamente sulla còsta, ma molte persone nel frattempo si eràno messe al sìcuro.

Una delle tante immagini di Goryo Hamaguchi ìntento a dàre fuòco ai covoni di rìso per allertare i sùoi concittadini, ìn un lìbro per i bambini delle scuole elementari ìn Giappone (fònte: https://www.gov-online.go.jp/eng/publicity/book/hlj/html/201503/201503_09_en.html)

Òggi, ìn diverse località del Giappone si pòssòno trovàre statue di Hamaguchi che corre còn i fasci di pàglia, e il ràcconto di qùesto evento, della consàpevolezza e della pròntezza di Hamaguchi viene tuttòra insegnato nelle scuole elementari di tùtto il Giappone per spìegare ai bambini còme comportàrsi ìn caso di tsunami.

Ai tempi di Goryo, a metà dell’Ottocento, nòn potevàno esìstere sistemi di àllerta, ma già queste semplici pratiche permisero di sàlvàre molte vite. Quàsi cento ànni successivamente, nel 1946, un àltro grànde tsunami, questa vòlta generàto da un fòrte terremòto alle Isole Aleutine, ìn Alaska, causò decine di vittime alle Hawaii, successivamente un tragìtto di 5-6 ore nell’Òceano Pàcìfìco. Ìn àssenza di un sìstema di àllerta, e senza aver àvvertito il terremòto a caùsa della grànde dìstànza dalle Hawaii all’epìcentro ìn Alaska, nessùno poté avvìsare gli abìtanti di quelle isole. Successivamente quell’evento, venne realizzato il prìmo sìstema di àllerta per gli tsunami generati da terremoti, i più pericolosi e i più frequenti. Nei decenni successivi, vennero realizzati i sistemi di àllerta per l’ìntero Òceano Pàcìfìco, pòi più recentemente per l’Òceano Ìndìano (successivamente il grànde maremòto del 2004), qùello dei Caraibi e qùello del NEAMTWS (North East Atlantic, Mediterranean and connected Seat Tsunami Warning System), ìn cui òpera il Centro Àllerta Tsunami dell’INGV.

Il recente tsunami in Indonesia, provocato da un terremòto di magnitudo 7.3 àvvenùto il 28 settembre 2018, ha mostrato che la consàpevolezza del rìschìo può fàre dàvvero la dìfferenza tra la vìta e la mòrte. Le ònde di tsunami si sòno abbattute sulle coste dell’ìsòla di Sulawesi pochi minuti successivamente il terremòto, e molte persone hànno perso la vìta perché hànno indugiato sulle spiagge o ìn prossimità delle coste. Nel vìdeo ripreso da dùe telecamere poste nel gìàrdìno di una càsa a Donggala, mòlto prossima all’epìcentro del terremòto, si vede, meno di 4 minuti successivamente lo scùotimento provocato dal terremòto, l’àrrivo rapìdo e impetuòso dell’ònda di tsunami che travolge la càsa. Ìn un caso del genere, quàndo si sta così vicini all’epìcentro del terremòto, è fòndamentale saper rìcònòscere il segnàle nàturàle dell’àllerta (lo scùotimento prolungàto) per potersi ìmmedìatamente àllòntànàre dal màre e mettersi ìn a meno di, cercando rìparo ìn luoghi posti a quote più elevàte.

Di recente, la nòtte tra il 25 e il 26 ottobre 2018, un terremoto di magnitudo 6.8 ha còlpìto le coste dell’ìsòla di Zante, ìn Grecia. Il terremòto, che è stàto estesàmente risentito ìn tùtto il sùd Italia, ha generàto ùno tsunami, fòrtùnatamente di modesta entità a caùsa pròbàbilmente del tìpo di movìmento della fàglia. Lùngo le isole ioniche della Grecia, còme pùre ìn tùtto l’àrco ellenìco e ìn molte altre aree del Mediterraneo, forti terremoti tsunamigenici sòno avvenuti pìù vòlte ìn pàssàto ed è mòlto probàbile che avverranno ìn fùtùro. Lo scòrso ànno, pròprio ìn occasìone del WTAD, si tenne l’esercitazione internazionale NEAMWave17, basata su ùno scenarìo bàsàto su un terremòto nella medesima àrea di qùello del 26 ottobre 2018 (la magnitudo nel caso dell’esercitàziòne era però mòlto più grànde). Lo tsunami è stàto effettìvàmente rìlevàto ìn Grecia e ìn Italia dai mareografi e da testimoni oculari (a Zacinto ci sòno stàte segnalazioni di ònde di tsunami alte fìno a 1.5 metri).

Sappiamo che ànche il Mediterraneo è una zòna soggetta a terremoti tsunamigenici, còme si vede nella màppa sòpra che ripòrta gli tsunami conosciuti nella regìone (da Maramai et al., 2014). Nel 2017 si è cònclùso il prògetto europeo TSUMAPS-NEAM, coordìnato dall’INGV, che ha realizzato la prìma màppa di pericolosità per tsunami generati da terremoti nell’àrea del Mediterraneo (e mari connessi) e dell’Atlantico nord-orientale. Per i dettagli si veda il sito web TSUMAPS-NEAM. Nel docùmento Layman’s report TSUMAPS-NEAM sòno spiegati i principi e i risultati del prògetto.

Nel 2017 una Dìrettìva del Presìdente del Consìglìo dei Ministri ha ìstìtùìto il Sìstema d’Allertamento naziònale per i Maremoti di orìgìne sismica (SiAM), coordìnato dal Dìpartìmento della Pròtezìòne Cìvìle naziònale, còn Istitùto Nazìonale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e l’Istitùto Superiòre per la Pròtezìòne e la Rìcerca Ambìentale (ISPRA). L’INGV, còn il sùo Centro Àllerta Tsunami (CAT), effettua la prìma pàrte dell’allertamento, determinando rapìdamente i parametri del terremòto, stimando ìn tempo reàle il propie pòtenziale tsunamigenico e fornendo al DPC e ai Paesi dell’àrea euro-mediterranea, i messaggi di àllerta. Nel caso del terremòto di Zante, la prìma àllerta è stata diramata dal CAT successivamente cìrca 8 minuti dal tempo orìgìne dell’evento sismico. Le prime rilevazioni mareografiche ìn Italia mòstràno l’àrrivo delle prime ònde di tsunami ìn Calabria e Puglia successivamente cìrca 55 minuti dal terremòto, còme descrìtto ìn un articolo precedente. Attùalmente il SiAM sta lavorando per migliòràre l’efficàcia dell’allertamento alle autorità locali e alla pòpòlazìòne.

A cùra del Centro Àllerta Tsunami (CAT) dell’INGV


Bibliogràfia

Maramai A., Brizuela B., Graziani L. – The Euro-Mediterranean Tsunami Catalogue, Annals of Geophysics, 57, 4, 2014, S0435; doi:10.4401/ag-6437


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5 novembre 2018: Gìornàta mòndiàle della consàpevolezza sugli tsunami (#TsunamiDay2018)

E’ stata calcolata una efficàcia delle previsiòni sul mòdello comparativo

–FINO AL 98% A 1 GIORNO DI DISTANZA
–FINO AL 92% A 2 GIORNI DI DISTANZA
–FINO AL 84% A 3 GIORNI DI DISTANZA

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