Chi è Greta Thunberg: ecco come la ragazzina autistica svedese è diventata leader della battaglia mondiale per il Clima [FOTO]

Non deve essere facile protestare in un Paese così legato alle sue leggi e alle sue regole come la Svezia, soprattutto se hai 16 anni. Tutto questo, invece, non ha impedito a Greta Thunberg di protestare per mesi. Prima delle elezioni politiche del Paese nel mese di settembre 2018, la ragazza ha scioperato, seduta sugli scalini dell’edificio parlamentare a Stoccolma e lo ha fatto ogni giorno durante le ore scolastiche per 3 settimane con un semplice motto: “Sciopero per il clima”. Dopo le elezioni, Greta è ritornata a scuola per 4 giorni a settimana e poi ha trascorso i suoi venerdì davanti ai gradini del Parlamento. A quale scopo? Chiedere che il governo intraprenda una radicale risposta ai cambiamenti climatici.

Greta ha raccontato che diversi membri del Parlamento si sono avvicinati per esprimere il loro supporto alla sua iniziativa, nonostante ognuno di loro sostenesse che avrebbe dovuto essere a scuola. E anche i suoi genitori la pensano così: dovrebbe andare a scuola, nonostante abbia ragione a protestare. I genitori di Greta sono Svante Thunberg, un attore, e Malena Ernman, una cantante lirica molto conosciuta. Ernman ha pubblicato un libro in cui ha descritto la lotta della sua famiglia contro le speciali esigenze delle due figlie: sia Greta che la sorella minore Beata, infatti, soffrono di autismo, deficit di attenzione e altri disturbi. In parte grazie alla notorietà della madre e alla pubblicità che ha circondato la pubblicazione del libro, le proteste di Greta hanno un doppio scopo. Non solo attirano l’attenzione sulle politiche sul clima, ma mostrano anche il potenziale della differenza neurologica. “Vedo il mondo in maniera un po’ diversa, da un’altra prospettiva. Ho un interesse speciale. È molto comune che le persone con autismo abbiano un interesse speciale”, ha spiegato Greta a The New Yorker.

La giovane ha sviluppato il suo interesse speciale verso i cambiamenti climatici quando aveva 9 anni e frequentava la terza elementare. “Parlavano sempre di come dovremmo spegnare le luci, risparmiare l’acqua, non buttare il cibo. Ho chiesto perché e mi hanno spiegato dei cambiamenti climatici. E ho pensato che fosse molto strano. Se gli umani potessero davvero cambiare il clima, tutti ne parlerebbero e le persone non parlerebbero di nient’altro. Ma non stava succedendo”, ha raccontato alla testata americana. Greta ha un’inspiegabile capacità di concentrazione, che lei attribuisce all’autismo: “Posso fare la stessa cosa per ore”. Ma potremmo dire anche per anni.

La ragazza, infatti, ha iniziato a compiere delle ricerche sui cambiamenti climatici, concentrandosi sull’argomento per 6 anni. Ha smesso di mangiare carne e di comprare qualsiasi cosa che non sia assolutamente necessaria. Nel 2015, ha anche smesso di viaggiare in aereo e un anno dopo anche la madre ha fatto altrettanto, rinunciando ad una carriera internazionale. La famiglia ha installato batterie solari e ha iniziato a coltivare le proprie verdure in una porzione di terreno in affitto fuori dalla città. Per raggiungere il centro di Stoccolma, la famiglia pedala per circa mezz’ora. Hanno un’auto elettrica ma la utilizzano solo quando necessario.

La Svezia è orgogliosa di avere alcune delle più avanzate leggi sul clima: le politiche adottate negli ultimi anni puntano a rendere la Svezia “il primo stato sociale senza combustibili fossili del mondo”. Ma c’è stata relativamente poca discussione sulle politiche climatiche nella corsa verso le elezioni dello scorso settembre, anche dopo che la Svezia è stata colpita da un’ondata di caldo senza precedenti e catastrofici incendi lo scorso luglio. Karin Bäckstrand, ricercatore sulle politiche climatiche dell’Università di Stoccolma, dichiara che le politiche in materia non sono state una questione elettorale perché esiste un consenso nazionale sul fatto che il Paese debba liberarsi dei combustibili fossili. Ma Greta non crede all’idea del consenso. Parlando al The New Yorker, la giovane ha indicato che, nonostante l’avanzata legislazione della Svezia e il consenso scientifico secondo cui i Paesi ricchi devono ridurre le loro emissioni del 15% all’anno, in Svezia le emissioni sono salite nel 2018. Greta ha scritto un pezzo, dal titolo “La Svezia non è un modello”, in cui indica che anche i piani migliori per affrontare i cambiamenti climatici non riescono a guardare oltre il 2050. “In quel momento, nel migliore dei casi, non avrò vissuto neanche metà della mia vita. Cosa succederà dopo?”, ha scritto.

Bäckstrand ha aggiunto che la voce di Greta “è necessaria, perché prima di incendi e siccità, i cambiamenti climatici erano la priorità numero 8 per gli svedesi. Lei sta sostenendo che dovrebbe essere la prima ed ha ragione”. Lo sciopero di Greta è stato ben documentato in Svezia. Il suo è un nome che tutti conoscono e i cambiamenti climatici sono diventati un argomento delle conversazioni quotidiane. Nell’intraprendere il suo sciopero, Greta è stata ispirata dalle proteste degli studenti americani delle scuole superiori dopo la sparatoria di Parkland, in Florida, del 2018. Quando Greta si trova nel suo ormai famoso posto davanti al Parlamento, le persone si avvicinano per parlarle e darle del cibo e questo ha avuto un effetto inaspettato. Greta, che generalmente mangia le stesse cose ogni giorno, ha assaggiato nuovi cibi e questo ha sorpreso anche la giovane attivista.

Ma la sua influenza non è rimasta confinata al suo Paese d’origine. Nel mese di dicembre 2018, Greta ha parlato alla conferenza sul clima delle Nazioni Unite, rimproverando i leader mondiali per il loro comportamento da bambini irresponsabili: “Poiché i nostri leader si stanno comportando come bambini, noi dovremo prenderci le responsabilità che loro avrebbero dovuto prendere molto tempo fa. Dobbiamo capire quello che la vecchia generazione ci ha fatto, quale disastro hanno creato che noi dobbiamo risolvere e con il quale dobbiamo convivere. Dobbiamo far sentire le nostre voci”. Nel mese di gennaio 2019 ha avuto altre dure parole per l’élite imprenditoriale mondiale a Davos, in Svizzera, dicendo: “Alcune persone, alcune aziende, alcuni decisori in particolare, sapevano esattamente quali valori inestimabili stavano sacrificando per continuare a fare inimmaginabili somme di denaro. E io penso che molti di voi qui oggi appartengano a quel gruppo di persone. La nostra casa è in fiamme. Non voglio che siate speranzosi, voglio che abbiate paura. E poi voglio che agiate”.

Il movimento che ha creato è cresciuto in tutto il mondo e spesso si è collegato ad altri gruppi, come 350.org o Greenpeace. Anche i sostenitori più veterani sono meravigliati da quanto questa giovane ragazza sia riuscita a raggiungere in un tempo così breve. “Il movimento che Greta ha lanciato è una delle cose più incoraggianti nei miei 30 anni di lavoro sulla questione climatica”, ha dichiarato Bill McKibben, fondatore di 350.org. In tutto il mondo ora stanno avvenendo molti scioperi di studenti. Lo sciopero globale che avverrà domani, venerdì 15 marzo, è atteso come il più grande da quando il movimento è passato dal livello europeo a quello globale, con una mobilitazione in oltre 1.000 città in quasi 100 Paesi del mondo.

Greta non credeva che la sua protesta potesse dare origine ad un enorme “effetto palla di neve”. “L’idea era stare seduta davanti al Parlamento svedese per 3 settimane. Penso che il momento e il concetto debbano essere giusti. Credo che abbiamo raggiunto un punto critico in cui molti scienziati stanno dicendo quello che è, senza avere così paura di essere allarmisti”. Ma Greta è delusa dal fatto che la discussione generata dagli scioperi non sia incentrata sull’intensificare l’azione a favore del clima, bensì sui bambini stessi: “Parlano della nostra età, del nostro aspetto, ecc. Le emissioni stanno ancora aumentando e questo è tutto quello che conta”.

Molti di coloro che non credono alla realtà dei cambiamenti climatici si prendono gioco della ragazzina con la Sindrome di Asperger che si erge a paladina del mondo oppure suggeriscono che sia manipolata da chissà quale entourage. Ma Greta non si arrende e continua la sua battaglia che ormai è diventata globale, rispondendo a tono anche ai leader del mondo. “La politica necessaria per impedire la catastrofe climatica non esiste oggi. Dobbiamo cambiare il sistema, come se fossimo in crisi, come se ci fosse una guerra in corso”. Greta non sa per quanto andrà avanti nella sua protesta: “Credo che dovremo continuare per molto molto tempo. Alcune persone pensano che dovremmo essere a scuola. Ma perché dovremmo studiare per un futuro che presto non ci sarà più e quando nessuno sta facendo niente per salvare quel futuro? Continueremo a scioperare fino a quando le nostre voci saranno ascoltate e concretizzate”.

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