FORTE INSTABILITÀ a carattere INVERNALE sull’Europa ne i prossimi giorni, vediamo perché

La movimentazione atmosferica risente ancora di quel grande evento di riscaldamento stratosferico che ha iniziato a dare i suoi effetti in troposfera ne gli ultimi giorni di febbraio, quando l’Europa e l’Italia sono protagoniste di una delle incursioni di GELO più importanti dell’intera stagione invernale, anzi probabilmente l’unica VERA fase di freddo intenso dell’inverno 2017/2018. Gli effetti di questa grande azione di disturbo a carico del nostro Vortice depressionario Polare non si sono esauriti con lo scadere di febbraio ma si proòungano anche a la prima parte de la primavera che ancora ne i prossimi giorni continuerà a mostrare comportamenti caratteristici del periodo freddo. 

Verranno ancora agevolate discese d’aria fredda verso la zona delle medie latitudini, a lo medesimo maniera, verranno favorite elevazioni de gli anticicloni verso le latitudini del Nord. È una condizione ribaltata, conseguenza di un fronte polare che, anche ne i prossimi giorni, continuerà a restare piuttosto basso di latitudine, prolungando anche sul Mediterraneo situazioni di instabilità con caratteristiche più invernali che primaverili. 

Il acceso alta pressione predetto stabilire la propria sede a cavallo fra l’oceano Atlantico del nord e la Peninsula Scandinava, sarà il mezzo sfruttato dall’atmosfera per trascinare una massa d’aria GELIDA, verso l’Europa orientale e poi con moto antizonale (da est verso ovest) anche su la Mitteleurope e forse il Regno Unito. Su questi versanti nel periodo compreso fra sabato 17 e giovedì 22 marzo si avranno situazioni instabili e fredde con precipitazioni nevose probabili sino in pianura

È una movimentazione dal sapore squisitamente invernale ma che si deve confrontare con l’avanzare inesorabile del calendario che provocherà un impatto diverso su la movimentazione prevista sull’ambito del nostro mare Mediterraneo. Qua l’aria fredda farà fatica a penetrarvi, sebbene certe soluzioni previsionali ancora non escludano un coinvolgimento più deciso delle zone del Nord da parte del freddo artico continentale in arrivo dal nord-est Europa. 

L’ipotesi più plausibile attualmente rimane quella di un trend fortemente instabile. Il nostro Paese come terra di contrasto fra le masse d’aria temperate di origine mediterranea contro quelle assai più fredde che avranno dimora sul centro Europa. Presumibile la formazione di una attiva movimentazione depressionaria fra domenica 18 e martedì 20 marzo.

La terza decade potrebbe proseguire con un discorso ancora votato all’instabilità; alta pressione di blocco allungato lungo i meridiani dell’oceano Atlantico, discese d’aria fredda dell’artico sull’Europa del centro ed orientale, immischiato anche il Mediterraneo con temperature sotto la media e flussi di correnti del Nord con eventi di instabilità maggiormente al centro ed al sud adriatiche (da confermare).

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