Forte irruzione artica in arrivo, freddo e tanta neve al centro-sud

Il centro-sud si prepara a fare i conti con la quarta perturbazione di questo inizio di gennaio, come raramente è successo negli ultimi anni, mentre il nord si ritroverà per l’ennesima volta a secco di precipitazioni. Insomma una situazione alquanto strana ed ovviamente dannosa soprattutto per l’arco alpino dove le nevicate importanti latitano da oltre 2-3 settimane. Discorso diverso per i versanti esteri delle Alpi che risultano letteralmente sommersi dalla neve a causa del fenomeno dello “stau”, proprio indotto dalla persistenza delle correnti fredde settentrionali che si schiantano sulle Alpi per poi aggirarle ed invadere il centro-sud Italia.

La nuova perturbazione in arrivo è di origine artico-marittima e risulta essere un po’ meno fredda rispetto a quella giunta la scorsa settimana che, ricordiamo, è stata in grado di portare la neve sino in pianura al centro-sud. Tuttavia la presenza di temperature meno fredde sarà compensata da un sensibile incremento delle precipitazioni che si affacceranno su gran parte dell’Italia centro-meridionale tra domani e venerdì.

L’aria fredda artica scaverà, nelle prossime ore, una profonda bassa pressione nel mar Tirreno che sarà in grado di generare piogge diffuse e temporali su numerose regioni del centro-sud, in particolare Lazio, Campania, Calabria, Sicilia, Basilicata, Puglia, Umbria e Abruzzo. L’aria fredda si insinuerà sin verso le basse quote e permetterà l’arrivo della neve, tra mercoledì 9 e giovedì 10, sin verso le quote di bassa collina su Marche, Abruzzo, Molise e Lazio (oltre 200-300 metri) e oltre i 500 metri su Puglia, Campania e Basilicata. Localmente, nelle zone interne campane, la neve potrebbe scendere anche sin verso i 300 metri mentre sull’Abruzzo la neve potrebbe presentarsi sin verso i 100 metri (ovvero in pianura).

Venerdì 11 il vortice di bassa pressione si sposterà verso i Balcani ma la sua ritornante potrebbe raggiungere nuovamente le regioni del sud e del basso Adriatico favorendo nevicate sin verso i 200-300 metri di altitudine tra Molise, Puglia e Basilicata. Altrove il tempo tenderà gradualmente a migliorare.

TANTA NEVE IN APPENNINO

A questo giro le coste e buona parte delle pianure italiane non saranno interessate dalla neve mentre saranno proprio colline e montagne a fare il pieno. Tra Abruzzo, Lazio, Umbria, Puglia, Basilicata e Calabria sono attese abbondanti nevicate nei prossimi 2-3 giorni specie oltre i 600-700 metri di altitudine. Gli accumuli potranno superare facilmente i 20-30 cm sull’Appennino centrale e addirittura i 50-60 cm su quello meridionale, specie tra Basilicata e Calabria oltre i 900/1000 metri di quota (Sila e Pollino in pole).

NORD A SECCO DI PRECIPITAZIONI

In tutto questo trambusto, le regioni del nord staranno nuovamente a guardare. La presenza dell’alta pressione delle Azzorre così vicina al Mediterraneo impedirà l’ingresso occidentale delle correnti fredde e pertanto queste saranno costrette ad interessare solo le regioni del centro-sud, per l’ennesima volta. Al nord solo tanto freddo specie di notte, nebbie e clima generalmente secco senza piogge o nevicate. 

Per un cambio significativo bisognerà attendere la metà del mese, quando inizieranno forse a vedersi gli effetti parziali del potente riscaldamento stratosferico avvenuto nelle ultime settimane.

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