La grossa BUFALA del buco dell’ozono (da non perdere)

Da tempo non si parla più diffusamente di “buco dell’ozono”.

Sin da gli anni 80 del secolo scorso si imputò a i clorofluorocarburi contenuti nelle bombolette spray e ne i liquidi refrigeranti la causa principale di simile anomalia e, a lo medesimo maniera, ne gli anni seguenti, si attribuì la benefica ricostituzione dello strappo atmosferico a la messa al bando di quelle famigerate bombolette, su le quali, dal 1987 in poi, iniziò a comparire la nota scritta “Non contiene propellenti ritenuti dannosi per l’ozono”.

Tutti ritengono che la messa al bando di queste sostanze decisa con il Protocollo di Montreal del 1987, il buco durante de gli anni si sia andato gradualmente riducendo.

Viceversa chi possiede come minimo qualche nozione di base di Fisica dell’atmosfera sa che la radiazione solare è responsabile unico de la presenza di ozono in atmosfera.

Senza entrare troppo nel dettaglio delle reazioni chimiche compromesse nella formazione e nella distruzione dello spessore di ozono, è noto che la radiazione solare, interagendo con le molecole di ossigeno atmosferico, produce la sua dissociazione in atomi di ossigeno che, ricombinandosi con l’ossigeno atomico producono l’ozono che assorbe i raggi UV: in altre parole, il Sole invia raggi potenzialmente cattivi in direzione de la superficie terrestre e gli stessi fabbricano il proprie antidoto prima che essi raggiungano il suolo.

Chiaramente, quanto più intensa è la radiazione solare, così maggiore sarà la produzione di ozono e… viceversa! Per parlare più chiaro, quando la radiazione solare in arrivo è minore, più piccola risulterà la quantità di ozono prodotta, che risulta minima giusto in prossimità delle calotte artici intanto che i relativi inverni.

C’è dell’altro: la radiazione emessa dal Sole non è costante, essa mostra massimi e minimi legati principalmente (e non solo) al ciclo undecennale delle macchie luminosi, il cui numero è proporzionale a la quantità di radiazione emessa. Si da’ il caso che, successivamente la forte attività solare rivelata ne gli anni passati, da certi anni stiamo assistendo ad una scarsa attività de la nostra stella, come è testimoniato anche dalla scarsa presenza di macchie su la sua superficie.

E’ appena il caso di aggiungere che un minimo rivelato nello spessore di ozono nel 1997, corrispose esattamente al altro minimo rivelato nell’attività solare.

A la luce di questo, è probabile che non si pensi minimamente di legare le oscillazioni dello spessore di ozono a le modifiche dell’attività solare e, dunque, l’attuale assottigliamento a la considerevole e prolungata fase di minimo solare a cui stiamo assistendo da certi anni?

Perché, allora, imputare ancora una volta all’uomo la causa unica di questa anomalia e non legarla in alcuna misura al Sole che da lunghissimo tempo è la fabbrica dell’ozono?
Qua non stiamo certamente negando l’effetto di certi composti chimici, anche di origine antropica, che in qualche misura possono accelerare il processo di distruzione dell’ozono! Nondimeno, il fatto che due agenzie scientifiche di livello enorme non facciano notare che i due più importanti minimi dell’ozono registrati ne gli ultimi anni, guarda caso, coincidano giusto con gli ultimi due minimi nell’attività solare pronta un certo sospetto!

Il sospetto di chi, libero da condizionamenti di massa, pensa che una parte del globo chiamato preciso ha la presunzione di far credere all’opinione pubblica che l’uomo è giunto a decifrare tutti i segreti del tempo e di dare una risposta a tutti i eventi atmosferici, ancor prima di potere di riprodurli sperimentalmente, come insegna viceversa, da oltre 400 anni il metodo galileiano! Il sospetto di chi vede che, spesso, la mania di onnipotenza dell’uomo è simile da porlo sempre più quale regista delle sorti del pianeta Terra, come del tempo!

Ma maggiormente, la tristezza di chi, ancora una volta, riscontra un esempio di come un mezzo di informazione di massa possa offuscare la realtà delle cose, gettando ombre oscure su la diffusione de la vera e corretta cultura scientifica.

 

   

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