La SOTTOSTIMA dell’alta pressione sul medio-lungo termine: finzione o realtà?

Si parte con un esercito di 20.000 uomini per giungere a destinazione con un manipoli di soldati, annidati e sofferenti! Il paragone è abbastanza calzante: tutte le volte che i modelli sentenziano un serio peggioramento sul medio-lungo termine è come se si combattesse una guerra. Si! Una guerra contro l’alta pressione.

L’alta pressione c’è sempre, anche quando non appare su le schermate dei modelli previsionali. Basta solo aspettare qualche giorno e come per incanto…eccola! Ne gli ultimi 20 anni la pressione in area mediterranea è aumentata di diversi millibar. La statistica del valore pressorio (medio) del passato sull’Italia era pertanto identificato con un dato (X) al quale i modelli numerici facevano riferimento.

Il guaio è che in questi ultimi anni il valore medio pressorio (sempre per l’Italia) non è più solo X, ma ( X+Y), indentificando con la lettera Y il surplus pressorio che si è creato nell’ultimo ventennio a seguire delle continue espansioni dell’alta pressione subtropicale verso le nostre regioni.

Solo 30 anni fa, dunque, una perturbazione in procinto di entrare sul Mediterraneo doveva combattere contro una pressione X. Adesso viceversa la sua lotta è assai più dura e il rischio di morire sul campo prima di arrivare a destinazione è elevato.

L’incremento de la pressione avutosi ne gli ultimi anni è bene digerito dai modelli solo nel breve termine, mentre è quasi ignorato sul medio e sul lungo termine. Vi facciamo vedere dunque la nascita di peggioramenti “fantasma” a 7-8-10 giorni ( a seconda dei casi), che puntualmente si risolvono con un nulla di fatto non appena la scadenza previsionale si assottiglia.

Facciamo ora un esempio comune per far comprendere cosa succede tutte le volte che un modello vede un peggioramento a lungo termine. Sino a 5-6 giorni dalla scadenza, la saccatura (o la illustrazione di cattivo tempo) si mostra TONICA, in grado di arrecare piogge anche importanti e di lunga durate su grande parte de la nostra Peninsula. A 4 giorni dalla scadenza, vi facciamo vedere i primi segni di “crisi”: le correnti cominciano ad “ingobbirsi”, le isobare si allargano, in breve, l’alta pressione piano piano esce dal mazzo e scombussola le carte in tavola.

A3 giorni comincia la classica “defezione dei eventi“: le piogge da forti diventano contenute e colpiscono areali minori riguardo a questi previsti 24 ore prima; la saccatura comincia ad appiattirsi od a strozzarsi, i geopotenziali aumentano, così come le temperature. 

A 2 giorni, l’operazione “smantellamento del peggioramento” è quasi ultimata. L’alta pressione mostra la sua concreto forza, con i eventi che risultano sempre più deboli.Infine, si arriva a la scadenza previsionale: del grande peggioramento che appariva a 5 giorni non rimane quasi più nulla…l’alta pressione ha vinto anche questa volta!

Questi “grimaldelli” che i modelli adottano “per salvarsi in corner” sul breve termine sono molto assidui con i sistemi frontali dell’atlantico, molto meno viceversa con meridianizzazioni e quant’altro. In fin dei conti, attualmente è molto più facile che una perturbazione arrivi da nord piuttosto che da ovest, o meglio la resistenza anticiclonica appare minore in fatto di correnti di mezzogiorni piuttosto che dell’atlantico…fateci caso!

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