La stagione perturbata avviata verso un per gradi declino; vediamo perchè

I forti rovesci si nutrono del calore e dell’umidità presenti in atmosfera. Intanto che il periodo estivo, quando le temperature al suolo raggiungono valori elevati ed i contrasti fra le masse d’aria possono risultare molto accentuati, i forti rovesci possono arrivare impeto notevoli e colpiscono maggiormente le regioni dell’entroterra per via del maggiore calore riguardo a le regioni marittime. A Novembre occorrono delle forzanti molto accentuate per dare luogo a la nascita di cumulonembi davvero organizzati, un po’ come sta avvenendo in questi giorni nel mezzogiorno. I forti rovesci novembrini privilegiano per di più le zone marittime riguardo a quelle di terraferma perchè in questo periodo dell’anno, la temperatura del mare risulta più elevata riguardo a la temperatura che si registra nelle regioni lontane dalla costa.

Intanto che la stagione estiva è sufficiente un piccolo “strappo” nella corrente a getto ovvero un tenue cedimento dell’alta pressione a le altezze maggiori per innescare crudeli forti rovesci, nel corso di l’autunno e maggiormente nella parte più avanzata de la stagione, i sistemi burrascosi necessitano di una significante conformazione depressionaria che veicola flussi caldi ed umidi verso sul nostro Paese, in questo periodo dell’anno ne risultano particolarmente esposti il centro-meridionale peninsulare. Questa movimentazione ciclonica è linfa per i forti rovesci che si sviluppano laddove soffia il vento di Scirocco.

In questo periodo dell’anno, le ore di luce diminuiscono: al nord le temperature attuali risultano insufficienti per ripristinare situazioni di energia congrue ne gli strati di aria prossimi al suolo. Dopotutto non fa abbastanza caldo e su queste zone il rischio di forti forti rovesci da questo momento in avanti tende decrescere.

Nelle ultime settimane la zona dei contrasti lungo che si sviluppano i primarie eventi burrascosi, sta gradualmente ma inesorabilmente scivolando verso sud. Vi facciamo vedere perché le basse latitudini del Mediterraneo vengono continuamente battute dai forti rovesci più intensi che prediligono regioni con valori termici (sia delle acque superficiali che dell’aria) più elevati.

Con l’successivo avanzamento de la stagione è possibile ipotizzare una sempre minore impeto dei eventi che nelle prossime settimane anche sul Mezzogiorno tenderanno a divenire meno organizzati e continui.

Fotografia by William Demasi

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