Le NUBI annunciano TERREMOTI? Vi facciamo vedere le nubi sismiche

Non possiamo certo negare che le nubi siano spesso un presagio de la condizione meteorologica a venire. Prevedere l’arrivo di un sisma in base a la proprie forma e presenza, viceversa, è tutta un’altra cosa.

Eppure, secondo certi studi effettuati da geofisici cinesi, le espressioni di queste particolari formazioni di nubi (EQC Earthquake Clouds) intanto che o prima lo scatenamento de gli episodi sismici costituiscono certi de gli aspetti più sconcertanti dell’intero problema delle stranezze percepibili otticamente in relazione con i sismi.

Sarebbe probabile individuare un specifico comportamento delle formazioni annuvolate presenti su talune faglie attive a la vigilia di importanti scosse verificatesi in quegli stessi luoghi. A i nostri occhi e maggiormente a la nostra ragione, tutto questo non appare spiegabile in termini di dinamica atmosferica, poichè codeste formazioni annuvolate rimangono individuabili per diverse ore immobili su gli stessi punti (vale a dire lungo le faglie più importanti) mentre le composizioni di nubi confinanti continuano a muoversi.

Per ancora le immagini termiche del suolo mostrano temperature molto più alte lungo le configurazioni tettoniche de la faglia riguardo a le regioni confinanti. I predetti geofisici cinesi sono viceversa convinti del rapporto fra definiti sviluppi annuvolati “non meteorologici” e lo scatenarsi di sismi di considerevole entità ed affermano che le EQC forniscono indicazioni su la collocazione ed addirittura su la intensità di un sisma in procinto di verificarsi con un anticipo di circa trenta giorni. Ma a la fine come si spiegherebbe il nesso fra nubi sismi? I soliti studiosi cinesi, non potendo contare su una determinata teoria, si limitano ad indicare una corrispondenza con il fumo scagliato fuori dai vulcani prima delle eruzioni: il vapore acqueo sotterraneo, sottoposto ad elevate temperature e gigantesche pressioni, sfonda in superficie mediante una o più fessure.

Conseguentemente sale di quota e non appena raggiunge gli strati freddi dell’atmosfera, si condensa in una formazione annuvolata. La nuvola così generata è perciò una particolarmente di segnale: luogo ed orientamento indicano l’ubicazione del sisma, mentre le dimensioni si riferiscono all’impeto. Infine sono stati addirittura identificati cinque tipi diversi di EQC: le più curiose e eccezionali sono quelle a forma di linea o di piuma, isolate strisce di nubi d’alta quota di larghezza variabile, molto simili a cirri rettilinei. Esse appaiono in cielo all’improvviso come la scia di condensazione di un aereo.

Quelle viceversa a “lanterna” consistono in una riga all’interno di uno tratto vuoto apertosi in uno spessore antecedente di nubi alte. La coda de la nube indicherebbe l’epicentro del sisma prossimo, e la sua lunghezza ci informerebbe su la prevedibile impeto de la scossa dei terremoti.
Mah…

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