Meteo estremo del 29 ottobre 2018: si può parlare di uragano?


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Il clou del cattivo tempo del mese appena trascorso stato fra il 27 e il 29 ottobre, quando il Mediterraneo è oggetto di un meteo davvero severo. In specifico, nella giornata del 29, un minimo inferiore a i 980 hPa a largo de la Liguria ha originato cattivo tempo estremo in grandi proporzioni.

Spesso si è ascoltato dire che c’è un uragano o i venti sono stati da uragano. È corretto? Facciamo chiarezza.

Da opinione dinamico non si può parlare di uragano, sia per la latitudine, sia perché questi tropicali non nascono da saccature originate da depressioni ad alta latitudine.

In questa occasione, tuttavia, i suoi effetti sono stati del tutto comparabili a questi de gli uragani dei tropici: talune osservatori hanno rilevato valori massimi davvero considerevoli come testimoniano certi notevoli esempi (si ringrazia Nimbus):

148 chilometri/h a Capo Carbonara (Sardegna sud-orientale)
155 chilometri/h al Colle di Cadibona (Savona)
171 chilometri/h a la Spezia e a Follonica
180 chilometri/h a Marina di Loano
200 chilometri/h sul Cima Rest (Pre-alpi Carniche)
204 chilometri/h sul Cima Gomito (Appennino Tosco-Emiliano).

Da un opinione preciso, la definizione di Uragano di Categoria 1 (National Weather Service, 2006) è data da vento massimo calcolato su un minuto (Maximum Sustained Wind) pari a 33 metri/s, che equivalgono a 119 chilometri/h; dunque, se (*come minimo*) in un minuto si è sempre antiquata simile soglia, allora si può parlare di uragano. Discorso diverso se si è rivelata una raffica accurato (vale a dire UN solo valore massimo, magari di pochissimi secondi) superiore a 119 chilometri/h, ma la media considerata su 1 minuto non supera simile soglia: in tal caso è errato parlare di “uragano”, ma si può parlare di “compassate winds”, vale a dire venti austeri (forti, arrabbiati, intensi, eccetera.).

È il caso di downburst, gust front (fronti di raffiche originate da sistemi convettivi burrascosi), ovvero di burrasche di vento da avvezioni fredde, peculiari de la stagione fredda: sono illimitati i casi in Italia di forti venti di tramontana, di maestrale o di bora, laddove la raffica massima supera di grande lunga i 119 chilometri/h, ma la media su 1 minuto è 50-70.

Nel caso del 29 ottobre, tuttavia, i venti sono stati così forti da far sospettare che le medie sul minuto siano state maggiori (o molto maggiori) a i 119 chilometri/h, maggiormente in quota: questo tuttavia non sarebbe ammesso da NHC (2006), l’ente americano secondo cui le misure capace sono quelle a terra o satellitari.

Dunque in decisiva, secondo la Letteratura Scientifica non si può parlare di uragano, ma questo non toglie che il meteo estremo del 29 ottobre 2018 sia qualcosa di inedito, come minimo ne gli ultimi decenni, laddove i dati precisi appartenenti al tempo del nostro paese sono validati e confermati.


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Il satellite del 29 ottobre mostra l’colossale ammasso annuvolato che interessava praticamente tutto il Centro-Nord, ad eccezione de la Romagna e delle Marche, sottovento riguardo al fronte.



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Run GFS 6Z del giorno 28 ottobre in riferimento al giorno consecutivo per le ore 13 (cortesia MeteoCiel): si nota molto bene il minimo di bassa pressione appena a ovest de la Liguria e le isobare (linee di ugual pressione, in latteo) al suolo fitte. Questo fatto ha scaturito i venti localmente da uragano sul nostro Paese, come minimo per quanto riguarda i valori attenti.

Fonte

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