METEO ITALIA: altre PERTURBAZIONI, sempre più FREDDO in vista successivamente metà mese


Situazione che potrebbero realizzarsi nel periodo di previsione meteo climatica. La condizione illustrata deriva da una media di elaborazioni che derivano dai modelli numerici di previsione.

EVOLUZIONE METEO CLIMATICA SINO AL 23 GENNAIO 2018
L’Italia è rimasta nelle ultime giornate spaccata tra il brutto tempo sul Settentrione e le situazioni di tepore davvero anormale al Centro-Sud. Ora il brutto tempo si va viceversa concentrando al Centro-Sud, per effetto di altre perturbazione veicolate da correnti più fresche dell’atlantico che hanno riportato una condizione termica più adeguata al periodo.

E’ finita la fase di caldo anormale, ma come minimo per il resto di questa settimana ma non è in arrivo alcuna ondata di freddo. Le piovaschi continueranno a bersagliare l’Italia, specialmente al Centro-Sud. Ci sarà viceversa una pausa, quanto mai basilare in questo momento, delle neve sull’Arco Delle alpi laddove davvero eccessiva è la precipitazione nevosa caduta ne i giorni passati.

In prospettiva, per la prossima settimana l’evoluzione appare indirizzata verso situazione meteo climatici dell’inverno. Nel periodo abbiamo probabilmente il transizione di molteplici perturbazioni provenienti da nord occidentale, dal nord Atlantico, perturbazioni che oltre al brutto tempo continueranno a consegnarci discreti apporti d’aria fredda. Ciononostante, il freddo più intenso tenderà a rimanere oltralpe.

Esclusivamente dal 20 gennaio è probabile una maggiore ingerenza delle correnti più fredde, che potrebbero essere richiamate sull’Italia dal Nord Europa, se non dai Balcani. Possiamo parlare di “trend perturbato” a ragion veduta, con ancora l’insistenza di una ampia movimentazione ciclonica. Per inciso, la variabilità che ha caratterizzato tutto questo primo scorcio di periodo è destinata a proseguire, in un tempo più dell’inverno.

NEL DETTAGLIO METEO DEL BREVE TERMINE
Parte del centro de la settimana caratterizzata da un altro evento perturbato da ovest, che avrà maniera di coinvolgere più direttamente le aree centro-meridionali laddove abbiamo situazioni di persistente instabilità. Tornerà anche la precipitazione nevosa in Appennino, con temperature in altro diminuzione e in ogni modo prossime a la norma della stagione.

Viceversa, il Settentrione resterà più a i margini e sono attese situazioni meteo discrete ovvero in ogni modo abbiamo ben chiara variabilità, senza più le precipitazioni notevoli e così meno le neve in cima. Poche novità anche sul finale di settimana, poichè altre perturbazioni dovrebbero giungere dalla Francia. Ci saranno apporti d’aria un po’ più fredda nord-atlantica, che renderanno il tempo più normale per il periodo dell’inverno.

TENDENZA METEO CLIMATICA SINO A FINE PERIODO PREVISIONALE, minore affidabilità
I fronti perturbati nord-atlantici saranno limitati a scivolare sul Mediterraneo, per via di un alta pressione di blocco sul Nord Europa che ne impedirà l’evoluzione a quelle latitudini. Sintetizzando il trend previsionale confermiamo l’ingresso di molteplici perturbazioni nord dell’atlantico, supportate da masse d’aria gradualmente più fredde, ma non eccessivamente trattandosi d’aria dell’artico.

Successivamente la fase di caldo, l’inverno tornerà su la strada de la normalità della stagione, normalità che di questi tempi non è per nulla detratta. E normalità vuol dire anche avere precipitazioni in grado di regalarci quelle idriche basilare per affrontare con tranquillità la periodo secca, in tal senso le prospettive appare ottime un po’ su tutte le aree. Oltre a le piovaschi, abbiamo le neve localmente fin a altezze basse.

D’altronde, la precipitazione nevosa a altezze basse non è un evento in inverno, come minimo su molte parti d’Italia e specialmente al Nord. A la fino dei conti è un inverno che non ci sta facendo annoiare e che probabilmente continuerà su la falsa riga de la evolutività rivelata sinora. Ci sarà bene poco spazio per gli anticicloni e dunque anche per le classiche secche di gennaio-

Non solamente, analizzando talune interessanti dinamiche possiamo dirvi che le sorprese non sono finite, il freddo è tutt’altro che tramontato e procedendo verso la maturità della stagione potrebbero crearsi i presupposti per episodi di gelo più ficcanti. Fra Russia e Scandinavia si farà in realtà vedere con una certa costanza l’alta pressione russo-siberiano, elemento basilare per possibili arrivi di avvezzioni di grossa freddo ovvero gelo.

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