Ottobre 2018 in Italia: un esempio di ESTREMIZZAZIONE CLIMATICA?


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Il meteo del mese di ottobre 2018 è un considerevole esempio di estremizzazione climatica.

Esso è sostanzialmente dominato da due estremi opposti: una prima parte troppo calda e troppo secca de la persistenza di 25 giorni (a livello statale e in specifico al Centro-Nord) e una seconda parte de la persistenza di 6 giorni caratterizzata da una severa ondata di brutto tempo che ha interessato tutto lo Stivale ed in specifico le regioni prima soggette a siccità.

Nelle prime 3 settimane, mentre su la Francia vigeva un alta pressione praticamente fermo che ha di fatto quasi impedito il normale treno di perturbazioni caratteristico del mese, il Sud e le Isole dovevano fare i conti con dannose gocce fredde che stazionavano su un Mare Mediterraneo ancora piuttosto caldo: ne consegue che si sono registrati diversi eventi di meteo severo, certi riportati qua sotto.

4 ottobre: alluvione a Catania
10-11 ottobre: grave alluvione in Sardegna con ampie alluvioni nel Cagliaritano e nell’Ogliastra
11 ottobre: intenso brutto tempo sul Ponente Della liguria (l’unico episodio dei primi 25 giorni del mese)
18-19 ottobre: recente severo brutto tempo al Sud, colpite regioni fra Catania, Enna e Siracusa
22 ottobre: eccezionale grandinata a Roma, evento localizzato ma pur sempre considerevole, principalmente in relazione al calendario

La giornata 24 ottobre, viceversa, si riscrive la narrazione al Nord: un ampio alta pressione di matrice sub-tropicale con massimi su la Francia e ramo discendente perpendicolare a le Alpi ha innescato venti caldissimi di fohn, con massime assolutamente fuori stagione di oltre 30°C in Pianura Del Po e diversi record antichi battuti.

Infine, gli ultimi giorni del mese sono stati caratterizzati da vero e giusto meteo estremo, ad opera di una ampia e bene strutturata saccatura, stazionaria sul Mediterraneo (per via del blocco ad Est, su i Balcani) e, complice il Mare ancora caldo e una pressione minima al suolo inferiore a i 980 hPa, ha originato una delle più importanti passaggi di brutto tempo de la narrazione climatica recente, con piogge molto austere, venti arrabbiati, mari in tempesta e danni ingentissimi in diverse Aree.

C’è da chiedersi se questi eventi saranno più abituali in futuro: non possiamo dirlo con certezza, ma ragionevolmente possiamo affermare di sì. Il motivo è semplice: se le estati diventeranno sempre più calde e sempre più prolungate (con calori che si spingeranno anche a settembre e talvolta in ottobre) il mare accumula molto calore e ha molta più energia termica* da rilasciare quando arrivano le prime ondulazioni fredde in quota.

Rammentiamo che l’autunno è sempre stata la stagione più delicata da questo opinione, ma se c’è maggiore energia termica in gioco, c’è maggior contrasto delle temperature fra masse d’aria diverse e più possibilità di eventi estremi.

Fonte

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