Stratwarming 2018-2019 (previsione) e 1985 a confronto

Stratwarming 2018-2019 (previsione) e 1985 a confronto

Mettiamo a confronto lo stratwarming di questo fine 2018 inizio 2019 con lo stratwarming 1985… vi ricordate? Gli effetti dello stratwarming 1985 se li ricordano tutti ma proviamo a ricapitolare velocemente:Ondata di freddo del gennaio 1985

Il gennaio 1985 è stato uno dei mesi più freddi della storia in Italia e in molte aree dell’Europa dal punto di vista meteorologico, con temperature ovunque abbondantemente al di sotto delle medie stagionali fino al giorno 17 per l’ondata di freddo che la caratterizzò assieme all’omonima concomitante “nevicata del secolo” nel nord Italia.

Dicembre 1984: inizio d’inverno con temperature insolitamente miti

Nei primi giorni del gennaio 1985, lo scenario meteorologico europeo cambiò. Un improvviso riscaldamento della stratosfera (stratwarming) provocò un rapido riscaldamento dell’aria sovrastante alla Groenlandia. Questo causò la rottura del vortice polare, al cui posto si formò un’insolita area di pressioni alte e livellate, in congiungimento con l’Anticiclone delle Azzorre che si dispose in senso meridiano fino a raggiungere il Polo nord. A questo punto l’aria artica marittima, fredda e umida, poté giungere sul Mediterraneo scendendo lungo il lato occidentale del continente europeo ed entrando in Europa occidentale a più riprese attraverso la valle del Rodano, grazie ad un’area di bassa pressione che si stava approfondendo sui Paesi Bassi.

5-9 gennaio 1985: grandi nevicate su gran parte d’Italia

Laguna di Venezia ghiacciata

 

10-13 gennaio 1985: Italia centrale ed Emilia-Romagna nel gelo

Il 10 gennaio furono toccati i -23,4 °C dalla stazione meteorologica di Parma Panocchia, mentre la stazione meteorologica di Piacenza San Damiano raggiunse lo storico record di freddo di -22,0 °C. Notevoli anche i -16 °C a Firenze (un primato che sarà presto battuto), i -15 °C di Pontedera e i -10 °C di Follonica

 

14-17 gennaio 1985: nevicate eccezionali sull’Italia settentrionale e piogge intense al centro-sud

Il 14, il 15, il 16 gennaio 1985 si scatenò sull’Italia Settentrionale un’autentica bufera di neve, considerata dagli abitanti come la “nevicata del secolo”. Nei primi due giorni caddero 20 cm di neve a Genova, 30 cm a Verona e Venezia, 40 cm a Udine, Treviso e Padova, 55 cm Vicenza, 60 cm a Belluno, 62 cm a Varese e 65 cm a Como; la sera c’erano 70 cm a Milano e addirittura 130 cm a Trento. La neve continuò a cadere in alcune zone anche il giorno successivo, portando l’accumulo totale a 100 cm a Milano, 110 cm a Como e a 150 cm a Trento.

a)b)

a)In particolare nell’ultima carta si può vedere come nel lontano gennaio 1985 il riscaldamento stratosferico spacco in due il VP e isolò due grandi lobi      b) Milano durante la nevicata del gennaio 1985. Al centro, il jumbo tram nº 24

Stratwarming 2018-2019 (previsione) e 1985 a confronto

Confrontiamo quanto previsto da ECMWF a 50 hPa per il 5 gennaio 2019 (vedi sotto cartina di sinistra) con quanto accaduto a 50 hPa il 1° gennaio 1985 (destra)

ECMWF Stratwarming 2018-2019 (previsione) e 1985 a confrontoStratwarming 2018-2019 (previsione) e 1985 a confronto

Noterete subito che uno dei due nuclei del vortice polare sembra essere spostato più verso la groenlandia rispetto al 1985. Questo può essere un fattore determinante per il gelo sull’Europa.

La prevista retrogressione del nucleo asiatico (come accadde nel 1985) fa propendere per un’ondata di freddo su buona parte d’Europa coinvolgendo almeno parzialmente anche l’Italia.

Con le attuali previsioni stratosferiche tuttavia l’ondata di freddo sembra essere meno accentuata rispetto al 1985.

Seguiamo gli aggiornamenti e vediamo cosa può succedere quest’anno sull’Italia e sul resto d’Europa….

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