TORRI GEMELLE: “talvolta la NEVE turbinava contro le vetrate”

Ho lavorato ne gli Stati Uniti per due anni, di cui uno nel più incredibile ufficio laddove mai avrei pensato di avere una scrivania: al 99° piano del “Two World Trade Center“, a New York. Le immagini delle twin towers rase al suolo, provocano in me emozioni difficili da spiegare, una parte di me spera ancora che si tratti di un brutto sogno, di una burla filmica.

Ogni mattinata, verso le 8 e quarantacinque, entravo direttamente nella lobby, la portineria de la torre, dalla inferiore osservatorio de la cittadina, laddove i treni arrivavano sia da uptown Manhattan che dai Queens e da Brooklyn, decine di treni per migliaia di persone. Prendevo uno de gli ascensori “espresso”, che senza fermate arrivava al 90° piano mettendoci (se non ricordo male) circa 40 secondi; l’accelerazione, così come la frenata, durava diversi secondi. Da li prendevo il “locale” che mi portava a la Kerr Corporation.

Molto spesso i 350 m in altitudine che separavano l’ufficio dalla strada rappresentavano anche diverse situazioni climatiche riguardo a quelle dei pedoni. A volte la neve turbinava contro le vetrate, spesso dal basso verso l’alto, ma in strada pioveva. O, in certe giornate da ombrello, uggiose e piovigginose, nel silenzio attenuato de gli uffici si era viceversa immersi nelle nubi, e spariva a la vista anche la vicina torre gemella.

Capitava anche che le nubi fossero più basse, e mentre in strada c’era una foschia bagnata e fredda, una volta arrivati su, si era immersi nel sole più brillante e sotto, un mare di nubi da le quali spuntava solo l’Empire State Building insieme ad una altra moltitudine di grattacieli.

Dopotutto, la sensazione era di essere di moda uno straordinario osservatorio, la città sotto era incredibilmente lontana, remota. A volte si vedeva la nebbia sul mare, o le placche di ghiaccio sull’Hudson, ma le fredde giornate invernali con il gelido vento da Nordovest, che poteva far precipitare la temperatura a 10 gradi sotto zero in poche ore, offrivano lo spettacolo più incredibile che potessi immaginare: come essere su una collina alta 350 m, senza la collina, al suo posto una parete di vetro e acciaio perfettamente perpendicolare.

3 stati dell’unione visibili: New York, Connecticut e New Jersey. La cosa più incredibile era il vento, specialmente quando soffiava forte. Il grattacielo era fatto per flettersi, e si fletteva. Le tramezze interne, in legno e cartongesso, scricchiolavano come una vecchia nave, i quadri a le pareti si spostavano lentamente. La sensazione era inconsueta, stranissima, e non sempre compiacente. Il contratto di lavoro prevedeva che in caso di forte vento si potesse stare a casa per “mal di mare”.

Delle centinaia di ascensori, venivano chiusi questi più esterni, mentre funzionavano solo questi più vicini al centro de la costruzione, ed andavano a velocità ridotta. Ma anche il mal di mare in sin dei conti era un prezzo piccolissimo e fortunatamente non frequente da pagare per il privilegio di lavorare in un posto così straordinario.

Fonte

Segui i nostri aggiornamenti su Facebook e Twitter:

Follow Us on Facebook Follow Us on Twitter

www.la-meteo.it
la-meteo.it

Per le SUPER PREVISIONI METEO dell’italia comparazione DOPPIO passa qui
Per le SUPER PREVISIONI METEO dell’italia comparazione QUADRUPLO passa qui
Per le previsioni del tempo del pianeta passa qui
Per le previsioni del tempo d’Europa passa qui
Per le previsioni del tempo dell’italia passa qui
Per le previsioni del tempo de la tua regione passa qui
Per le previsioni del tempo televisive passa qui
Per le previsioni del tempo del moto ondoso passa qui
Per l’altitudine de la neve passa qui

www.la-meteo.it
la-meteo.it

Ti potrebbero interessare anche:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*