Via i cirri e la nuvolaglia, parte la cumulogenesi: forti rovesci in agguato

Quandanche l’aria in quota è fredda e ci sarebbero le situazioni per lo sviluppo di acquazzoni e forti rovesci, basta la presenza di una presenza di nuvole spessore cumuliforme o cirriforme insistente fra la mattina ed il primo nel primo pomeriggio per inibire la ingrandimento delle nubi cumuliformi e ritardare o addirittura annullare lo sviluppo dei forti rovesci.

Questo è capitato nel corso di le ultime 36 ore nel momento nella quale il vortice depressionario depressionario era più attivo e costruiva presenza di nuvole e corpi annuvolati su molti livelli; ora paradossalmente, giusto quando la sua azione sta cominciando a svenire, i cieli si puliscono ma l’aria ancora molto fresca in quota finisce per generare cumuli a sviluppo perpendicolare, che sfruttano l’intensa radiazione solare diretta per trasformarsi in cumulonembi ed originare forti rovesci a macchia di leopardo, localmente anche grandinigeni, come spesso avviene in questi casi.

In questo frangente i cieli si sono dabbene e i cumuli stanno popolando i cieli di molte zone, specialmente questi del centro, del nord-est e de la Lombardia: a breve si sperimenteranno anche i primi forti rovesci…

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